


Parlare di torte salate nella nostra città significa parlare di erbazzone. Che cosa mai sarebbe un reggiano senza erbazzone? I nostri concittadini sono pronti a mangiare erbazzone in qualunque ora del giorno ed in qualunque occasione: dalla colazione al bar, alla merenda, alle feste, fino ai pasti principali. Siamo talmente abituati all'erbazzone che taluni, poco pratici delle altrui cucine, sono convinti che in qualsiasi città del Bel Paese si possa mangiare un pezzo d'erbazzone. Il quale, invece, è solo e soltanto reggiano ed è da considerarsi una creazione originale della nostra tradizione gastronomica.
Filmato del più grande erbazzone di ReggioEmilia
L'erbazzone condivide con le altre torte salate le umili origini, essendo fatto coi prodotti quotidiani della casa di campagna: farina e uova, lardo di maiale, aromi dell'orto come cipollotti, aglio e prezzemolo, oggigiorno verdure come bietole e spinaci, ma un tempo anche altre erbe selvatiche. L'erbazzone veniva cotto nel forno del pane in un grande stampo rotondo di rame, detto al sol. La pietanza era così popolare ed amata dai reggiani che, a fine ottocento, ci furono numerose gare di erbazzone indette dalle cooperative di consumo, con grande successo di pubblico
In dialetto l'erbazzone è lo scarpazzoun.
Prodotti senza nessun tipo di conservante.
I NOSTRI ERBAZZONI:
Erbazzone
Scarpazzoun (antica ricetta)
Per la pasta:
|
Per il ripieno :
|
|